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Il recupero dei grandi edifici abbandonati, tra lotte cittadine e architetture civiche

montevideo2024

Francesco Careri arriva all’IIC

Incontro con associazioni del quartiere, collettivi artistici, architetti e altri interessati per presentare l’idea di riconvertire edifici abbandonati o sottoutilizzati in alloggi a vocazione ricettiva — nello specifico, il progetto CIRCO — seguito da una discussione di gruppo che includa esempi tratti da Montevideo.

CIRCO è una proposta di città ospitale portata avanti da quasi dieci anni all’interno del Dipartimento di Architettura di Roma Tre. La parola è acronimo di Casa Irrinunciabile per la Ricreazione Civica e l’Ospitalità, ma non è una proposta utopica, è piuttosto un’utopia concreta che intende sprigionare il possibile a partire da quello che già esiste ma non è visto. Si tratta di mescolare insieme i problemi irrisolti e di trasformarli in risorse, mettere insieme gli spazi urbani in abbandono e le vite che avrebbero bisogno di spazi: riabitare le rovine come a Roma si è sempre fatto nei millenni. L’acronimo rimanda esplicitamente all’immaginario del circo: quel luogo colorato, magico, nomade ed estraneo alla città, fiero della sua diversità, che si installa in terreni di scarto e dove i poveri e i pazzi hanno competenze da mettere insieme per un progetto comune. Il primo passo è stato disegnare una mappatura delle rovine contemporanee della città secondo diversi layers: caserme militari, cinema e teatri, scuole e strutture sportive, ospedali, beni ecclesiastici, fabbriche dismesse. La proposta è di recuperare gli scarti come luoghi ibridi, porosi, inclusivi, inediti, in cui chi ha bisogno temporaneamente di spazio possa ospitarsi reciprocamente: i rom, i migranti, gli studenti, i lavoratori stagionali, gli artisti, gli artigiani, i viaggiatori, i senza fissa dimora, forse i turisti, ma anche noi che una casa l’abbiamo ma che di tutto ciò abbiamo un immenso bisogno. La città ospitale può rinascere da qui.

Architetto, ricercatore e docente presso l’Università Roma Tre, Francesco Careri è un punto di riferimento internazionale nello studio del rapporto tra architettura, arte, spazio pubblico e partecipazione civica.

È cofondatore di Stalker/Nomade Observatory e autore di Walkscapes: Walking as an Aesthetic Practice, un’opera fondamentale nell’architettura contemporanea che esplora il camminare come strumento per comprendere e interpretare il paesaggio.

Nel corso della sua carriera ha sviluppato progetti partecipativi di rigenerazione urbana insieme a comunità e istituzioni, concependo la città come spazio di incontro, accoglienza e costruzione collettiva.

Nell’ambito della sua visita in Uruguay, Careri terrà la conferenza ” Il recupero dei grandi edifici abbandonati, tra lotte cittadine e architetture civiche ” (in spagnolo)

📅 3 settembre | ore 19:00

🏛️ Istituto Italiano di Cultura (Paraguay 1173)

Inoltre, durante il suo soggiorno terrà dei workshop presso la Facoltà di Archiettetura, Disegno e Urbanismo (FADU) e la Facoltà di Arti, e organizzerà un tour di diversi quartieri di Montevideo.

Giovedì 3/9 –  dalle ore 10 alle 12 – Cartografías afectivas del abandono – Aula magna FADU (Ingresso libero)

                            dalle ore 12 alle 14 – Epifanías de una ciudad que hospeda – Hall FADU (Ingresso libero)

Scopri di più sulla sua carriera, il suo lavoro e i suoi progetti 🔗 articiviche.blogspot.com

Con il sostegno delle Facoltà di Archiettetura, Disegno e Urbanismo e la Facoltà di Arti dell’UDELAR e dell’Assemblea permanente per la Rambla Sud