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Il sentiero del viandante innamorato

ESSENZE DELLA FORESTA

Mostra dell’artista Tarshito. Inaugurazione 23/11/23. MAPI ORE 18, MUSEO GURVICH ORE 19.

La mostra rimarrà aperta fino il 2 marzo nelle sale MAPI, MUSEO GURVICH ed IIC.

 

Cosa sono i confini, se non il limite che mettiamo noi all’umanità e al mondo?

In un luogo sospeso, che si trova a Bari, ma che potrebbe essere su una nuvola dalla quale ammirare la grandezza dell’universo, c’è un guerriero d’amore che da decenni compie gesti d’arte e di bellezza. Sembra di vederlo lì, seduto su quella nuvola leggera, carica di gentilezza e di genialità, mentre osserva il suo orizzonte infinito e ne trae ispirazioni per il suo lavoro con il colore, con la materia e con il sentimento, “attrezzi” di cui il vero artista non può fare a meno. Tarshito, creatore di amabili confini:  pare di conoscerlo da sempre appena si entra nel suo cuore d’artista e si osserva la declinazione di moltitudini e di meraviglie che il suo pianeta mentale ha saputo originare.

La nuvola su cui Tarshito lavora è in un cielo universale ma è anche dentro di noi, sulle strade che calpestiamo senza accorgerci l’uno dell’altro o della beatitudine recondita che anche un volto, un paesaggio quotidiano e un sorriso aperto possono contenere. Si può camminare  o essere viandanti, così come si può girare da  turisti o da viaggiatori: Tarshito ha scelto il cammino del viandante innamorato e il nome dato al suo progetto artistico non è soltanto un titolo ma un’idea d’arte e di vita, un modo di guardare il mondo e di rappresentarlo, come egli fa da tempo,  compiendo un pellegrinaggio che somiglia a quei cammini che i monaci medievali compivano alla ricerca non solo dell’altro, ma anche di sé.

Questo progetto artistico ha insito un senso diverso del viaggio: c’è un percorso geografico e non c’è; c’è una mostra unica ma anche plurale; ci sono collezioni diverse e linguaggi artistici che appaiono miracolosamente uniformi. “Il Sentiero del Viandante innamorato” è un rotolo lungo oltre dieci metri, con  7 diverse collezioni di dipinti realizzati in 7 diverse nazioni: Messico, India, Bangladesh, Perù, Marocco, Nepal, Corea del Sud più altre 2 collezioni realizzate, nei successivi viaggi di Tarshito, in Brasile e in Cina. Come in uno spettacolo corale, la tela grezza racconta la mappa dell’universo re-inventato da Tarshito.  Tra i dipinti, l’inchiostro di china e gli  acquerelli, i confini si annullano.. Una mappa da cui gli amministratori dei Paesi del mondo avrebbero molto da imparare, trovando nella geografia visionaria di un artista il senso e la sfida che il pianeta deve affrontare. Nelle sue carte geografiche gigantesche, Alighiero Boetti faceva ricamare bandiere dalle donne afghane e il suo senso di diversità e sacralità si esprime attraverso il colore, il simbolismo nazionale, lo sguardo sul mondo. Con Tarshito ci accompagniamo al passo successivo, verso quell’unità cercata, bramata, sentita nel profondo. Oriente e Occidente che si toccano, Nord e Sud del mondo che appaiono un tutt’uno: è l’arte che s’immerge nel bisogno di unione e di condivisione che ogni essere umano, anche il più solitario, prova nel suo intimo autentico.

Tarshito pensa, disegna, dipinge. E l’idea diventa una bocca dorata che contiene l’unità dell’universo; o la mappa di un’Italia sognata che ha sul suo capo la cartina dell’India e fa coincidere il Mediterraneo con l’Oceano Indiano o il Mare d’Arabia con il Tirreno. L’opera si fa riflessione, la fantasia diventa idea: sì, il mare non ha muri, non li ha mai avuti. E siamo stati capaci di costruirli anche laggiù, nel profondo delle acque.

Enrica Simonetti

 

Enrica Simonetti, nata a Bari, è laureata in Scienze Politiche.  Giornalista, lavora per La Gazzetta del Mezzogiorno, caposervizio del settore Cultura e Spettacoli. Appassionata di storia del mare, ha compiuto uno studio-reportage sui fari italiani, dal quale sono nati tre libri, tutti pubblicati da Laterza, di cui è autrice: “Lampi e Splendori. Andar per fari nel Mezzogiorno d’Italia” (2000); “Fari d’Italia” (2005); “Luci sull’Adriatico” (2008). Per la casa editrice Imprimatur, ha pubblicato il libro-inchiesta sul caporalato “Morire come schiavi.” L’ultimo volume è edito da Adda, “Puglia. Viaggio nel colore.”

 

  • In collaborazione con: MAMPI, MUSEO GURVICH