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Inciso nella pietra, San Francesco e i suoi pellegrini

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Docufilm scritto e diretto da Diego D’Innocenzo e Francesco Giannetti con sottotitoli in spagnolo.

Durata: 54’ – Anno: 2026 – Produzione: TERRA Srl – Consulenza scientifica: Carlo Tedeschi, Pier Paolo Trevisi, Maria Teresa Dolso, Mario Marrocchi, Gaetano Curzi
Lingua: italiano

A ottocento anni dalla sua morte, nuove scoperte vengono alla luce su uno dei santi più influenti della storia: San Francesco. La sua figura ha richiamato per secoli milioni di pellegrini alla Basilica di Assisi, mentre gli straordinari affreschi di Giotto ne hanno plasmato un’eredità potente: un uomo ricco che rinunciò a tutto; un predicatore di pace per gli uomini e per gli animali; un santo visionario segnato dalle stimmate. Ma accanto a questa narrazione, un’altra storia è rimasta quasi invisibile. Nascosti sulle pareti della Basilica si conservano oltre 700 graffiti devozionali: messaggi lasciati da pellegrini, frati e viaggiatori medievali e rinascimentali, oggi studiati per la prima volta. Grazie a un accesso esclusivo a queste tracce nascoste, le voci dei credenti comuni tornano a farsi sentire, rivelando un ritratto più complesso e più intimo del santo più amato. Un viaggio alla scoperta dell’uomo oltre il mito, e della storia segreta incisa nel cuore di uno dei luoghi più sacri d’Italia.

Sulle pareti, sulle colonne e ai margini degli affreschi della Basilica di San Francesco ad Assisi sono stati individuati oltre 700 graffiti: nomi, date, croci, preghiere, formule penitenziali, segni araldici, frammenti poetici e straordinari testi omiletici, incisi nel corso dei secoli da pellegrini, frati, viaggiatori e fedeli. Tracce spesso rimaste ai margini della grande narrazione monumentale della Basilica, che restituiscono le esperienze, le speranze e le inquietudini dei pellegrini che vi giunsero in cerca di perdono, consolazione, salvezza e contatto con il sacro.
Il documentario mette in dialogo queste testimonianze con i capolavori di Giotto, Cimabue, Pietro Lorenzetti e Simone Martini, che hanno contribuito a plasmare nei secoli l’immagine di Francesco. Gli affreschi raccontano il santo attraverso la grande narrazione figurativa della Basilica; le iscrizioni restituiscono invece la prospettiva di coloro che hanno reagito a quelle immagini, rivelando cosa hanno ricordato, temuto, sperato e come hanno pregato davanti ad esse. Tra le testimonianze emergono un testo poetico del Trecento dedicato alle stimmate di Francesco, un’iscrizione collocata sotto l’immagine di Giuda, che esprime il timore della dannazione, e una straordinaria serie di 27 lunghi testi incisi da un frate, che trasforma le pareti della Basilica in una sorta di predica scritta.
Attraverso queste testimonianze, il documentario allarga lo sguardo sulla figura di San Francesco e sulle persone che nei secoli hanno lasciato le proprie tracce nella Basilica, mettendo in relazione la grande arte con le testimonianze dei pellegrini e restituendo così una lettura più complessa e umana del santo. In questo dialogo emergono alcuni dei temi al centro dell’esperienza francescana: la povertà, la pace, la libertà, la fede, il rapporto con la natura e con l’altro, insieme alle tensioni tra ideale e istituzione, tra scelta individuale e potere, tra spiritualità e dimensione storica.
A ottocento anni dalla sua morte, “Inciso nella pietra” invita così a guardare la Basilica di San Francesco con occhi diversi: accanto ai grandi capolavori che hanno raccontato il santo, anche i piccoli segni lasciati sui muri restituiscono le voci e le esperienze di coloro che, nel corso di otto secoli, sono giunti ad Assisi.