A CURA DI STEFANO PANZERI
Novecento narra la vicenda umana ed artistica di Danny Boodman T.D.Lemon Novecento, un pianista dalle doti eccezionali che, pur
passando la sua intera esistenza sul Virginian, transatlantico che negli anni a cavallo delle due guerre trasportava in America emigranti da tutto il mondo, raggiunge la fama per la sua musica unica e straordinariamente ricca di accordi.
A raccontare la storia di Novecento è Tim Tooney, amico del pianista e trombettista per qualche anno della banda del Virginian, l’Atlantic Jazz Band; la sua appassionata testimonianza spesso è accompagnata da quella di altri personaggi che, come fantasmi, emergono dal passato per dire la loro su quello strano individuo e soprattutto “su quella sua musica infinita e magica, suonata sugli ottantotto tasti di un pianoforte in mezzo all’oceano”.
La musica è la vera protagonista del racconto: quella vera e propria degli strumenti, ultima traccia della propria nazionalità che ogni emigrante del Virginian porta con sé, ultima e unica carta di identità che ancora ha valore per il mondo, quella composta per l’occasione e suonata dal vivo e, infine, quella delle parole dell’autore che, proprio come il Virginian tra Europa e America o come le mani di Novecento sulla tastiera, fluttua tra picchi di pura poesia.
In giorni in cui più che mai il nostro passato di emigranti è lontano, tenuto lontano e relegato a “leggenda”, ecco che una leggendaria storia di emigranti ci tende la mano per aiutarci a guardare con gli occhi davvero aperti anche la nostra storia. Una narrazione-concerto che dà voce e musica all’universo dei personaggi che affiancano, sfidano, avvicinano Novecento nel corso della sua straordinaria esistenza, una messinscena che si avvale di piccoli oggetti simbolici, una piccola nave, luci e rumori che accompagnano chi ascolta lassù, sul Virginian, tra gli accordi strani della musica di Novecento.