Mostra di disegn italiano
Inserire qui il sottotitolo 2 dell’evento (italiano)
DRESSING HOME
C’è uno strano paese, a forma di stivale, piazzato nel mezzo del mediterraneo, amato dai turisti di tutto il mondo per la sua storia millenaria che vi ha stratificato “giacimenti culturali” (architettura, arte, gusto e piacere del vivere) preziosi quanto il petrolio che rende ricchi altri fortunati Paesi vicini e amici.
Un Paese la cui gente ha nel proprio genoma una straordinaria mescolanza di cromosomi, arabi e normanni, longobardi e slavi, che, senza interruzioni, da secoli, legano fantasia ed estro creativo.
Quasi un cocktail fantasioso che ha integrato nella sua componente di base
(latina) i profumi ed i sapori dei frutti più belli degli alberi del Paradiso.
Se questa è una lettura poetico-onirica dell’italia dei nostri tempi, dominati da Internet e villaggio globale, forse però ci offre, anche, una chiave di lettura inconsueta di alcuni fenomeni altrimenti misteriosi e poco chiari.
Da dove proviene il “genio italico”, con le sue declinazioni di fantasia, creatività, invenzione, etcc…, protagonista in tanti settori , dall’arte sino alla cucina, da un paio di millenni a questa parte? Forse, magari in modo affrettato e poco scientifico, proprio da questa miscellanea cromosomica, di cui il popolo italiano ha saputo valorizzare ed usare gli aspetti migliori.
Interpretazioni letterarie a parte lo STLE ITALIANO è un fatto, una constatazione oggettiva, un riconoscimento internazionale alle attività produttive, chiamiamole così, dell’ITALIA; dai dipinti di Michelangelo agli abiti di Armani e Valentino, dalle scarpe di Ferragamo, alle sculture di Pomodoro e Ceroli; sino alla pasta e alla pizza.
Uno stile italiano del vivere la quotidianità non riservata solo ai principi o ai miliardari; diffuso e spalmato, mutatis mutandis, a tutte le categorie sociali che, di questo stile e gusto del vivere, interpretano ciò che è nelle loro possibilità.
Un italiano all’estero si riconosce, ricco o povero che sia, da come si veste: più facilmente se è ricco.
In Italia però anche i meno facoltosi aprono le loro case e cucinano per gli amici, anche di recente acquisizione con un calore tutto mediterraneo. E gli oggetti che rendono “italiane doc” le cene ospitali del mio paese spesso sono già in qualche museo a Parigi, Londra o New York.
E’ questo il senso di questa mostra che parla italiano, fatta del modo di vestirsi e di arredare le case in cui gli italiani vivono.
Abbiamo scelto, era necessario, un taglio espositivo tra i tanti possibili.
Per la visita di Stato in Qatar del Presidente Giorgio Napolitano abbiamo selezionato, nel mondo della moda e del design, gli abiti più glamour, gli oggetti più eclatanti dei nostri architetti-artisti.
La punta dell’iceberg, qualcuno direbbe, la crema della crema……
Ma se i paesi amici che ospiteranno la mostra volessero approfondire la conoscenza di questi settori, altre collezioni sono pronte a partire, per raccontare a 360 gradi una storia singolare ed unica di estro e laboriosità, di coraggio imprenditoriale e di stretta collaborazione tra autori e produttori.
Forse è questo il segreto del successo del MADE IN ITALY.
Il filo rosso che lega la proposta odierna è quello dell’eccellenza: vestire il corpo con le “GRIFFES” più prestigiose del sistema MODAITALIA e arredare l’ambiente domestico con i pezzi più fantasiosi e innovativi dell’industria del mobile.
Sulle creazioni di Roberto Cappucci, Valentino, Giorgio Armani, Gianfranco Ferrè e Gianni Versace non è il caso di spendere parole.
I magnifici tessuti, i ricami preziosi, il taglio e la confezione magistrale, di questi capi, non a caso, portati, magari una sola volta, in passerella per una sfilata o per una serata d’eccezione, da dive del mondo dello spettacolo o da primedonne del jet-set internazionale, parlano da soli. Raccontano una storia d’amore per la DONNA che i maestri italiani della moda trasformano in una scultura vivente. L’abito non copre il corpo, ma lo innalza ad opera d’arte, grazie all’intreccio di una professionalità sartoriale straordinaria al servizio della fantasia e/o del rigore degli stilisti.
Competenze diverse, ma essenziali, applicate ad un progetto unico. Prototipi, se il paragone è concesso, come le rosse FERRARI di MARANELLO per i Gran Premi della Formula 1.
Gli arredi domestici in mostra non sono da meno…parlano due linguaggi diversi ma hanno contribuito alla fortuna del design italiano nel mondo.
Due esempi campione tra i molti, che in Lombardia hanno chiamato gli architetti più creativi e sperimentatori, mentre in Toscana sono stati soprattutto gli artisti a cimentarsi con il tema, inconsueto nel XX secolo per uno scultore, di un letto, di una sedia o di un tavolo.
Milano, Capitale del design è la formula sintetica con cui è dovunque noto il Salone del Mobile che, ogni anno, tra marzo e aprile, presenta ai buyers internazionali le creazioni di una rete, unica al mondo, di industrie che progettano e producono il meglio dell’arredo.
Aziende storiche, molte attive da più di un secolo, la cui fama si deve alla stretta simbiosi tra eccellenza esecutiva, tecnologia industriale ed alla qualità dei materiali, spesso in soliti, in primis , ed innovazione creativa degli architetti, frutto di quella cultura del progetto diventata modello per l’intero settore a livello internazionale.
Architetti dalla fantasia sconfinata…
Il loro obiettivo è stupire e sedurre il fruitore con forme inaspettate con cui definire in modo singolare le funzioni di un oggetto d’uso ben noto, una sedia, un tavolo, una poltrona, un letto, una fonte di luce…
Efficienza e comodità devono essere garantiti, ma con il valore aggiunto di un estetica nuova, che catturi ed accenda il desiderio in chi potrà utilizzarli.
ZANOTTA è una di queste aziende e la presentazione che ne fa Alberto Alessi dedicata al suo fondatore Aurelio Zanotta è uno specchio articolato di un sintetico messaggio di quella mostra a New York nel 1967 che segnò un’epoca e che è ormai entrata nella leggenda: “Italy: new domestic landscape”.
Di Kartell e dell’avventura iniziata negli anno ’50 da Giulio Castelli, della sua scommessa sull’uso delle plastiche come nuovo materiale per gli oggetti quotidiani più semplici sono stato testimone sin da bambino. Essi rappresentarono una vera rivoluzione in tutte le case cui fornirono preziosi mezzi di adeguamento, anche delle condizioni iginbieco-sanirtarie, in quel difficile momento di riorganizzazione sociale ed economica del Paese.
Col tempo l’azienda passò a materiali più sofisticati (quali i trasparenti policarbonati) che i più bei nomi del mondo del design utilizzarono per oggetti divenuti, molti di essi ormai, vere icone di stile e di gusto del vivere. Da stoppino ai fratelli Castglioni, da Colombo a Citterio, da Laviani a Starck.
Con oil colore ad innestare negli ambienti alegria e gioia di vivere.
Formitalia-MIRABILI è la terza esperienza aziendale che abbiamo scelto per la fusione realizzata tra alta artigianalità di tradizione (falegnameria soprattutto) e processo produttivi a tiratura limitata.
Metodo questo desunto dal mondo dell’arte cui l’azienda si è rivolta per i progetti da realizzare. Dalle ceneri gloriose di Poltronova (anni ’60) nacque questa nuova iniziativa industriale che si avvale di partners progettisti come Ceroli, Ontani e Lodola, oltre al fior fiore tra le figure di quell’aria stimolante e generosa di idee propria della zona di confine tra arte e design.